Impresa in concordato non ancora ammesso ex art 163 l. fall.: il Tribunale di Roma concede la proroga prevista dal “Decreto Liquidità”

01 giugno 2020

Un primo commento all’art. 9, d.l. 23/2020 (“decreto liquidità”), aveva posto in dubbio l’ammissibilità della richiesta di proroga prevista dal secondo comma in tale particolare fase, assumendo che, in assenza di provvedimento di ammissione ex art. 163 l. fall., la procedura non potesse considerarsi “pendente” alla data del 23 febbraio 2020.

Il Tribunale, condividendo l’interpretazione estensiva avanzata dai Commissari giudiziali, ha rilevato che:

- la procedura per l’omologazione deve ritenersi pendente già al momento del deposito del Piano, posto che da tale momento l’art. 169 l. fall. fa decorrere i rilevanti effetti previsti dagli artt. 45 55, 56, 57, 58, 59, 60, 61, 62 e 63 l. fall.;

- la disciplina emergenziale, al pari della disciplina ordinaria (in particolare quella relativa al concordato con continuità), è ispirata al favor debitoris; pertanto, una lettura sistematica delle norme applicabili induce a ritenere che il Legislatore abbia inteso offrire agli imprenditori strumenti di tutela che coprano tutte le fasi della procedura di concordato preventivo, compresa quella per così dire “intermedia” in cui, depositato il piano e la proposta, non sia ancora intervenuto il decreto di ammissione di cui all’art. 163 l.fall.;

- l’interpretazione estensiva appare maggiormente conforme al dettato dell’art. 3 Cost., evitando ingiustificate disparità di trattamento tra imprenditori in crisi, e giustificata anche da ragioni di economica processuale, evitando che il Tribunale sia chiamato a pronunciarsi su un piano e una proposta elaborati su assunti non più attuali a causa dell’emergenza sanitaria;

- infine, la concessione della proroga “eccezionale” prevista dalla norma non sacrifica le esigenze dei creditori che hanno avviato procedimenti per la dichiarazione di fallimento, alla luce del blocco di tali procedimenti disposto dall’art. 10 d.l. 23/2020.

Nel concedere il termine il Tribunale ha anche ribadito, in linea con quanto rilevato dai primi commentatori, che la formulazione della norma non contempla alcuna valutazione di merito in capo al Tribunale, che dunque, verificata l’ammissibilità dell’istanza, è tenuto a concedere il termine richiesto (non soggetto a sospensione feriale trattandosi di termine eccezionale).

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