Nuovi incentivi alle start-up innovative nella Legge di Bilancio 2017

30 gennaio 2017

Con la Legge di Bilancio 2017 (L. 11 dicembre 2016, n. 232) sono state introdotte ulteriori modifiche alla disciplina delle start-up innovative, anche in tema di agevolazioni fiscali.

La figura della start-up innovativa è stata recepita nell’ordinamento con il D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 (c.d. decreto sviluppo-bis, convertito con modifiche dalla L. 17 dicembre 2012). Essa rientra fra gli strumenti giuridici di recente introduzione volti a favorire il rilancio economico del paese, unitamente alle pmi innovative e – nell’ambito dei nuovi modelli di finanziamento – al crowdfunding. Già nei primi mesi successivi all’introduzione delle nuove start-up sono subentrate diverse modifiche normative volte a incentivarne l’utilizzo. Si è ad esempio introdotta la c.d. start-up turismo ed è stata modificata la disciplina delle start-up in forma di S.r.l. (ad oggi il tipo societario largamente prevalente fra le start-up innovative), introducendo al contempo le richiamate pmi innovative.

Le start up innovative sono costituite in forma di società di capitali (anche cooperative) le cui azioni o quote del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione. Diversi i requisiti previsti per le start-up innovative e fra questi: la recente costituzione (da non più di sessanta mesi); un totale del valore della produzione annua non superiore a 5 milioni di euro a partire dal secondo anno di attività; l’assenza di utili distribuiti o distribuibili; un oggetto sociale (esclusivo o prevalente) incentrato su sviluppo, produzione o commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Il carattere innovativo della start-up è poi confermato dalla presenza di almeno uno fra i seguenti ulteriori requisiti:

-        spese in ricerca e sviluppo uguale o superiore al 15% del maggior valore fra costo e valore totale della produzione;

-       impiego come dipendenti o collaboratori – in rilevante percentuale rispetto alla complessiva forza lavoro – di personale in possesso o in via di conseguimento di titolo di dottorato di ricerca, in possesso di laurea e che abbia svolto da almeno tre anni attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca, in possesso di laurea magistrale;

-        l’essere titolare, depositaria o licenziataria di taluni diritti di privativa industriale contemplati dalla legge, purché le privative siano direttamente afferenti all'oggetto sociale e all'attività di impresa.

La legge detta altresì la disciplina degli incubatori di start up innovative certificati, e cioè di quei soggetti che offrono servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di start-up innovative.

La normativa sulle start-up innovative deroga per diversi profili al diritto comune. Si pensi all’esclusione dall’assoggettamento alle procedure concorsuali (fatta eccezione per la procedura di sovraindebitamento). La start-up innovativa gode, inoltre, di una maggiore flessibilità nella ricapitalizzazione e dispone di più ampi margini temporali per far fronte ai rischi di indebitamento, in deroga alle norme del codice civile applicabili in presenza di perdite che intacchino il capitale sociale (artt. 2446, 2447, 2482 bis e ter c.c).

Ancora, la legge prevede una più favorevole normativa giuslaburistica, anche in tema di semplificazione all’accesso alle agevolazioni per l’assunzione di personale.

Gli interventi della Legge di Bilancio 2017 in materia di start-up innovative hanno ampliato alcuni degli ulteriori benefici o semplificazioni già contemplati nella normativa previgente.

Anzitutto è stata estesa la disciplina dei minori oneri per l’avvio dell’attività. Le disposizioni previgenti già contemplavano l’esonero dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria per gli atti iscritti nel registro delle imprese, nonché del tributo obbligatorio annuale in favore delle camere di commercio. Con la Legge di Bilancio 2017 l’esonero è esteso al pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria per l’iscrizione dell’atto costitutivo.

È stata poi incrementata la dotazione del Fondo per la crescita sostenibile di 47,5 milioni di euro per il 2017 e dello stesso importo per il 2018. Tale fondo è destinato al finanziamento agevolato a tasso zero, a copertura delle spese per importo pari al 70 o all’80% a seconda dei casi, per le start-up innovative che dispongono dei requisiti richiesti e presentano un piano d’impresa in linea con quanto previsto da apposito D.M. emanato dal MiSE.

Fra le novità più rilevanti dell’ultima Legge di Bilancio, per i soggetti interessati ad investire in start-up, vi sono gli incentivi fiscali contemplati a decorrere dal 2017. Sino al 2016 è prevista per i soggetti Irpef una detrazione pari al 19% del reddito investito in start-up (direttamente o tramite o.i.c.r.); ai soggetti Ires, alla stessa data, è applicata una deduzione del reddito imponibile pari al 20% delle somme investite (direttamente, tramite o.i.c.r. oppure tramite altre società che investono prevalentemente in start-up innovative).

A partire dal 2017, invece, la detrazione e la deduzione potranno essere applicate in percentuale più elevata, in entrambi i casi pari al 30%. Il beneficio è previsto anche per le cc.dd. start-up a vocazione sociale, che già fruivano di agevolazioni maggiori (detrazioni al 25% e deduzioni al 27%) ma comunque inferiori al 30%.

Sempre a partire dal 2017 l’investimento massimo detraibile per ciascun periodo d’imposta è aumentato a € 1.000.000, rispetto al limite di € 500.000 previsto per i periodi d’imposta precedenti.

Peraltro, ai fini della fruizione delle detrazioni o delle deduzioni è richiesto di mantenere l’investimento per un più lungo periodo di tempo, maggiorato a tre anni (rispetto ai due della disciplina previgente). La cessione anche parziale dell’investimento comporta la decadenza dal beneficio e, a seconda dei casi, l’obbligo di restituzione dell’importo detratto o il recupero a tassazione dell’importo dedotto.

L’efficacia delle agevolazioni fiscali è al momento subordinata all’autorizzazione della Commissione Europea ai sensi dell’art. 108, par. 3, TFUE, come espressamente stabilito nella Legge di Bilancio e come già peraltro contemplato nel c.d. decreto sviluppo-bis.

In conclusione l’intervento legislativo segna un ulteriore passo in tema di agevolazioni per operatori economici ‘nuovi’ e impegnati in attività ad elevato contenuto innovativo. Si valuterà l’effettivo impatto delle richiamate modifiche normative in un settore, quello delle start-up innovative, certamente dinamico e in crescita nel paese, ma al momento di portata ancora relativamente limitata.

GG

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