ePrivacy: proposte nuove regole di riservatezza dei dati personali in internet

06 febbraio 2017

La Commissione Europea procede verso la creazione di un Mercato Unico Digitale anche attraverso una proposta di regolamento sulla Eprivacy.

Il testo della normativa estende le regole poste per i servizi di telecomunicazione “tradizionale” anche ai nuovi operatori che offrono sul mercato servizi equipollenti. La normativa si pone in continuità con il Regolamento sulla privacy n. 679/2016/CE approvato lo scorso maggio.

Garantire la riservatezza in riferimento ai contenuti e ai metadata è tra gli obiettivi del Regolamento proposto. Non saranno più accessibili informazioni relative al contenuto del messaggio, all’ora e alla data, salvo diverso consenso dell’utente e sempre che tali informazioni non siano rilevanti ai fini della fatturazione.

La scelta della Commissione cade sullo strumento legislativo del Regolamento, proprio al fine di beneficiare dell’uniforme applicazione in tutti gli Stati dell’UE che esso garantisce.

La Direttiva 2002/58/CE sarà abrogata dal regolamento in questione. La precedente normativa ha trovato applicazione unicamente in riferimento ai prestatori servizi di telecomunicazione “tradizionali” e ha creato un vuoto normativo con riguardo ai nuovi servizi di comunicazione elettronica (c.d. OTT’s) che con sempre maggiore frequenza vengono utilizzati dagli utenti.

Un’ulteriore semplificazione si registra con riferimento ai cookies. Non sarà più necessario cliccare sul banner per autorizzare cookies non intrusivi che migliorano i servizi per gli utenti o che mirano unicamente a computare gli utenti che visitano il sito.

Il nuovo comparto di norme affronta anche il problema delle tecnologie “ad blocker”. Alcuni siti, infatti, istallando detti strumenti riescono ad impedire la visualizzazione e l’apparizione di banner e pop-up con perdite economiche a carico degli editorialisti. Contrappasso dell’utilizzo dei predetti sistemi è stato da parte di alcuni siti editoriali quello di bannare gli utenti che rifiutino di visualizzare gli annunci pubblicitari.

La Commissione europea con le nuove norme intende legittimare la prassi in questione, non avendo rilevanza l’accesso alle informazioni che rilevino l’utilizzo di tecnologie “ad blocker” ai fini della tutela sulla privacy.

La proposta di regolamento non è andata tuttavia esente da critiche. Alcune associazioni di consumatori hanno infatti rilevato che in base alle proponende norme non sarà più possibile esperire una class action, da parte delle associazioni di categoria a tutela degli utenti, residuando unicamente la possibilità di ricorsi individuali.

La tutela per i consumatori viene tuttavia garantita per altre vie. Sanzioni pecuniarie di elevato importo sono infatti previste per coloro che violino le norme sulla privacy.

Quanto alla tempistica, la Commissione mira ad ottenere l’approvazione definitiva entro il terzo trimestre 2017. Nel testo della proposta si prevede l’entrata in vigore del Regolamento entro il 25 Maggio 2018.

GA

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