Anche in Italia obbligatorie le informazioni ambientali e sociali

25 gennaio 2017

 

Il D. lgs. n. 254 del 2016 ha dato attuazione anche in Italia alla Direttiva 2014/95/UE.

Le nuove norme hanno l’obiettivo di incrementare la trasparenza degli enti di interesse pubblico (tra i quali società emittenti valori mobiliari, banche, società di intermediazione mobiliare, s.g.r., istituti di moneta elettronica, istituti di pagamento) che saranno tenuti a redigere la c.d. relazione a carattere non finanziario, promuovendo lo sviluppo di un’economia sostenibile.

Sottoposti a tale obbligo saranno le imprese che avranno occupato, nel corso dell’anno finanziario, una media di 500 dipendenti e che superino alla data di chiusura del bilancio, almeno uno dei seguenti requisiti: un totale dello stato patrimoniale di 20.000.000,00 euro; un totale dei ricavi netti delle vendite e delle prestazioni di 40.000.000 di euro. Ad essere obbligate saranno anche gli enti di interesse pubblico che siano società madri di un gruppo con apposito riferimento all’attività del gruppo stesso.

Il contenuto della dichiarazione a carattere non finanziario avrà lo scopo di facilitare la comprensione all’esterno dell’attività di impresa, del suo andamento, dei risultati raggiunti e dell’impatto dalla stessa prodotti. Particolare attenzione dovrà essere posta ai temi ambientali e sociali. Più specificamente, la relazione dovrà contenere l’indicazione dell’utilizzo energie rinnovabili e dell’eventuale impatto ambientale della sua attività, le modalità di gestione del personale con riguardo al rispetto dei diritti umani e l’indicazione sulle misure anticorruzione attiva e passiva poste in essere.

A redigere la relazione saranno gli amministratori, seguendo i dettami di diligenza e professionalità loro propri e il cui operato verrà sottoposto alla vigilanza dell’organo di controllo in conformità ai poteri ad esso attribuiti. Non da ultimo l’organo di controllo dovrà riferire della relazione, annualmente all’assemblea dei soci. La relazione di carattere non finanziario potrà essere redatta su un documento separato o costituire apposita sezione della relazione sulla gestione ex art. 2428 c.c.

I revisori legali del bilancio dovranno poi verificare che la dichiarazione non finanziaria sia stata regolarmente redatta.

Una parziale esenzione dagli obblighi di trasparenza imposti si potrà avere qualora rivelare informazione inerenti operazioni in corso di negoziazione possa pregiudicare l’interesse dell’impresa salvo che ciò non determini una lacuna nella comprensione del suo operato.

Nel caso di violazione degli obblighi imposti dal decreto è prevista l’applicazione di sanzioni amministrative a carico degli amministratori e dei componenti dell’organo di controllo.

Un’ulteriore novità introdotta dal decreto in questione è rappresentata dall’attribuzione alla Consob di poteri regolamentari, di vigilanza e sanzionatori.

L’autorità avrà l’obbligo di emanare un apposito regolamento al fine di disciplinare le modalità di trasmissione della relazione a carattere non finanziario e di accertare e comminare le sanzioni amministrative pecuniarie ai sensi degli artt. 194-bis, 195, 195-bis e 196-bis del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.

La normativa rappresenta nell’ottica europea un primo passo verso un’economia che coniughi la redditività ai valori della giustizia sociale e della protezione ambientale.

GA

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